Green

La natura è casa nostra, abbiamo il dovere di prenderci cura di lei

Gli oli esausti sono altamente inquinanti per molti motivi, di seguito spieghiamo quanto sia importante raccoglierli e smaltirli nel modo corretto.

Continua a leggere

3

L’olio esausto è altamente inquinante perché se smaltito in modo sbagliato, danneggia fortemente l’ambiente. L’olio esausto gettato nell’ambiente arriva nei fiumi e nei mari, non essendo biodegradabile crea una patina spessa sopra l’acqua impedendo il passaggio dei raggi solari, portando alla distruzione della flora e della fauna marina; inoltre, penetrando nelle falde acquifere rende l’acqua non potabile. Si stima che basta un solo litro di olio esausto per inquinare una superficie di circa 1000 metri quadrati. Saper smaltire correttamente l’olio esausto è estremamente importante sia per i cittadini che per le aziende.

In Italia, ogni anno, vengono gettati nell’ambiente circa 200.000 tonnellate di oli esausti causando immensi danni alla natura.
L’olio esausto, può essere recuperato e trasformato in molti modi, dopo essere trattato può diventare biodiesel, lubrificanti, saponi e altro ancora. Recuperarli e riciclarli può salvare l’ambiente, i mari la fauna e tutti noi; è, quindi, nostro dovere smaltire l’olio esausto in modo corretto.

Noi ti aiutiamo a farlo!

Gli oli esausti: rigenerazione

Gli oli vegetali usati possono essere recuperati in molteplici processi e applicazioni: tal quali possono essere utilizzati come sorgente di energia rinnovabile in impianti di co-generazione; possono essere trasformati in biolubrificanti adatti all’utilizzo in macchine agricole o nautiche, nonché a prodotti per la cosmesi, saponi industriali, inchiostri, grassi per la concia, cere per auto.
Negli ultimi anni il principale mercato di sbocco per il recupero di questo rifiuto ha riguardato l’utilizzo come materia prima seconda per la produzione di biodiesel: un combustibile vegetale non tossico e completamente biodegradabile che può essere utilizzato come carburante per autotrazione in sostituzione o miscelazione di carburanti di origine fossile, riducendo il contributo di emissioni di CO2 nel settore dei trasporti.
Questa forma di recupero, oltre a scongiurare impatti dannosi sul territorio e sulla salute delle persone grazie alla corretta gestione del rifiuto, assieme alla crescita dell’economia circolare promuove anche la transizione verso una economia a basse emissioni, sia come produzione di fonti rinnovabili sia come riduzione netta delle emissioni di gas serra, fattore oggi ancora più importante dopo lo storico accordo globale sul clima siglato a Parigi.

Gli oli esausti: normativa

Esistono normative severe e specifiche che obbligano le persone e le aziende a raccogliere, smaltire e trattare in modo corretto tutti gli oli esausti.
Di seguito trovate le regole da seguire:

In Italia, il Dlgs 22 del 5 febbraio 1997, confluito poi nel Dlgs 3 Aprile 2006 n 152, prescrive l’obbligo della raccolta, del recupero e del riciclaggio degli oli e grassi vegetali e animali esausti (Codice rifiuti: codice cer 20.01.25)

Il CONOE (Consorzio nazionale di raccolta e trattamento degli oli e dei grassi vegetali ed animali esausti) è l’istituto che controlla la raccolta, il trasporto, lo stoccaggio e il trattamento degli oli nel rispetto di tutte le normative per la protezione dell’ambiente, a tutela della salute pubblica e allo scopo di ridurre la dispersione di tale rifiuto.
Alla fine del 2002, il quantitativo di oli usati gestiti nella filiera consortile ammonta a 15 mila tonnellate e dieci anni dopo, nel 2011, risulta di tre volte superiore e pari a 46 mila tonnellate. Nel 2018, il totale degli oli raccolti dal Consorzio ha raggiunto quota circa 76 mila tonnellate, sulle 260 mila prodotte, in costante trend positivo.
La normativa vuole che chiunque detenga oli e grassi vegetali o grassi animali esausti è obbligato a conferirli al CONOE in modo diretto o mediante la consegna a soggetti intermediari incaricati e aderenti al consorzio stesso.

Il rispetto della normativa per il recupero e il corretto smaltimento degli oli usati è una pratica fondamentale per la salvaguardia ambientale e per il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità del proprio impianto, azienda o comunità.

Noi, lavoriamo al vostro fianco per raccogliere, smaltire in modo corretto gli oli vegetali esausti.

informazioni

F.A.Q.

QUALI SONO GLI OLI ESAUSTI?

Sono gli oli esausti sia di origine industriale che domestica come l’olio del motore o i residui di olio di frittura. Sono altamente inquinanti per l’ambiente se sversati direttamente nel terreno o nelle condutture.

COSA SUCCEDE SE BUTTO L’OLIO NEL LAVANDINO?

Gettare l’olio esausto nel lavandino o WC è un gravissimo errore, sia per l’ambiente sia per i danni che può arrecare alle tubature. L’olio esausto non è biodegradabile, pertanto può danneggiare le tubature e il sistema di depurazione delle acque, inquinare mari e fiumi o terreni coltivabili, rendere l’acqua non potabile se raggiunge le falde acquifere.

QUANTO INQUINA UN LITRO D’OLIO ESAUSTO IN ACQUA?

L’olio alimentare esausto non è biodegradabile, danneggia fortemente l’ambiente, le tubature e gli impianti di depurazione. Un solo litro di olio esausto è sufficiente per contaminare circa 1 milione di litri d’acqua!

COME SI SMALTISCONO GLI OLI ESAUSTI VEGETALI?

’olio esausto non è biodegradabile, non è un rifiuto organico, e può perfino inquinare l’acqua potabile e inaridire il terreno dove viene gettato. Per smaltirlo, i privati devono portarlo alle isole ecologiche o ai supermercati attrezzati per raccoglierlo​; per le aziende, ristorazione, amministrazioni possono richiedere l’intervento di aziende specializzate e attrezzate per questo tipo di rifiuto.

COME VIENE RICICLATO L’OLIO VEGETALE ESAUSTO?

È utilizzato per la produzione di energia elettrica e termica attraverso la sua trasformazione in biodiesel e biogas. Viene inoltre utilizzato per la produzione di bitumi stradali, mangimi animali, saponi e lubrificanti.